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capitolo 1-2 del Tao Te Ching
capitolo 1-2 del Tao Te Ching
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Nome: Capitolo 1 e 2 del Tao Te Ching (con firma)
Artista: Zhou Cailin
Dimensioni: 23 x 32 cm
Cornice: in noce
Il Tao Te Ching, scritto dall'antico pensatore cinese Lao Tzu (Li Er), è una delle più grandi opere filosofiche della storia cinese e la fonte del pensiero taoista.
Il primo capitolo del Tao Te Ching costituisce la struttura generale del libro ed è anche il più misterioso e stimolante. Lao Tzu apre il capitolo con un significato chiaro, rivelando direttamente la natura del "Tao" e il modo fondamentale per comprendere il mondo.
Il capitolo 2 è particolarmente interessante perché rompe il concetto secolare di dualismo e ci insegna a liberarci dalla trappola del pensiero binario, per vedere la natura interdipendente e di reciproca trasformazione delle cose. Quando si tratta di agire, segui la natura, fai di più e parla di meno. Egli propose anche la filosofia di vita del "non fare nulla" e del "non prendersi il merito", procreando e nutrendo ogni cosa senza possederla, e raggiungendo traguardi senza attribuirsene il merito. In termini di mentalità, bisogna saper "ritirarsi dopo il successo" (non prendersi il merito), in modo da poter preservare a lungo i propri risultati.
Il testo originale è il seguente:
Il Tao che può essere descritto non è il Tao eterno.
Il nome che può essere pronunciato non è il nome eterno.
L'innominabile è l'eternamente reale.
La denominazione è l'origine di tutte le cose particolari.
Liberi dal desiderio, si comprende il mistero.
Intrappolati nel desiderio, si vedono solo le manifestazioni.
Eppure mistero e manifestazioni nascono dalla stessa fonte.
Questa fonte è chiamata oscurità.
Oscurità nell'oscurità.
La porta di ogni comprensione.
Quando le persone vedono alcune cose come belle, altre cose diventano brutte.
Quando le persone vedono alcune cose come buone, altre cose diventano cattive.
Essere e non essere si creano a vicenda.
Difficile e facile si sostengono a vicenda.
Lungo e corto si definiscono a vicenda.
Alto e basso dipendono l'uno dall'altro.
Prima e dopo si susseguono.
Perciò la Maestra
agisce senza fare nulla
e insegna senza dire una parola.
Le cose sorgono ed ella le lascia venire;
le cose se ne vanno ed ella le lascia andare.
Avere senza possedere,
fare senza aspettarsi nulla.
Quando la sua opera è compiuta, ella la dimentica.
Ecco perché dura per sempre.
